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La dergha è il luogo dove si svolgono le riunioni dei sufi. E' guidata da un khalyfa, ossia da un vicario autorizzato dal padre generale dell'ordine (pir) con investitura privata. A sua volta il khalyfa può fondare altri luoghi di riunione (tekke) in varie città con uno specifico rito di illuminazione dando l'investitura ai suoi delegati (moqqadem) alla presenza di almeno cinque testimoni, base del nuovo gruppo. I diversi ordini sufi hanno specifiche modalità) . Quando il khalyfa muore i moqqadem consegnano al nuovo khalyfa il mandato per un eventuale rinnovo, allo stesso modo quando il pir dell'ordine muore i khalyfa si rimandano al successore che in genere conferma. Il titolo di scheikh o maestro, si preferisce riservarlo solo al khalyfa anche per non dimenticare che deve regnare il senso di fratellanza pur nel rispetto delle funzioni. I sufi danno del "lei" al khalyfa ed anche i sufi anziani, amici da tempo, evitano di dargli del tu durante le riunioni. Tutti gli altri sufi, indipendentemente dal ruolo, scheikh nominati o allievi, tra loro si danno del tu. Vicino al khalyfa (o al moqqadem nelle tekke) si siede chi vuole lui, in genere il vice, il maestro di musica, qualche ospite significativo o qualche incaricato. I sufi si allineano più vicino e i compagni di viaggio (coloro che desiderano essere iniziati o appartenenti ad altre religioni con il permesso di partecipare) più lontano. Particolare rispetto và dato alla guida femminile, madre del gruppo.
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